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Figurini per Modellismo: Dalla Preparazione alla Pittura con Tecnica NMM e OSL

Figurini per Modellismo: Dalla Preparazione alla Pittura con Tecnica NMM e OSL

Materiali, preparazione e pittura a pennello dei figurini: stesura base, ombre, luci e blending, fino alle tecniche avanzate NMM e OSL. Brand, prezzi e community di riferimento.

Redazione VendoModellismo13 min di lettura

I figurini sono forse la disciplina più artistica e impegnativa del modellismo statico. Qui non si tratta di assemblare un kit con precisione, ma di trasformare un pezzo di resina o metallo grezzo in un piccolo capolavoro pittorico, dove ogni passaggio di luce e ombra è dipinto a mano con il pennello. Un figurino ben dipinto può raccontare un'epoca, un carattere, un'emozione in pochi centimetri di altezza.

Questa guida ti accompagna dalla scelta del materiale fino alle due tecniche che separano i pittori esperti dai principianti: il Non-Metallic Metal (NMM) e l'Object Source Lighting (OSL).

Figurino dipinto a mano con dettaglio elevato
Un figurino è una piccola scultura: la pittura a pennello costruisce volume, luce e carattere.

I materiali: plastica, resina, metallo

I figurini vengono prodotti in tre materiali principali, ciascuno con caratteristiche proprie.

Plastica (polistirene / multipart)

Tipica dei kit da assemblare e dei wargame (Games Workshop, Warlord Games). Leggera, facile da tagliare e incollare con colla per plastica. Dettaglio buono ma talvolta morbido. Ideale per iniziare per via del costo contenuto.

Resina

Il materiale dei figurini da collezione di alta gamma. La resina poliuretanica cattura dettagli finissimi e tiene bene la vernice. Richiede colla cianoacrilica e attenzione (la polvere di resina va aspirata, mai inalata). È il materiale di Pegaso Models e Andrea Miniatures.

Metallo (white metal)

Lega di stagno e piombo, tradizionale dei figurini storici. Pesante, robusto, ottimo per pose dinamiche grazie al peso che stabilizza la base. Si lavora con lima e seghetto, si incolla con cianoacrilica o si salda.

I brand di riferimento

Per i figurini (i soggetti):

  • Pegaso Models (italiana): eccellenza mondiale nei figurini storici in resina e metallo, scale 54mm, 75mm e 90mm. Sculture di altissimo livello, prezzi 30-90€ a figurino.
  • Andrea Miniatures (spagnola): un altro nome di vertice, ampia gamma storica e fantasy, kit e set di colori dedicati.
  • Romeo Models (italiana): figurini storici raffinati, particolarmente apprezzati nel segmento 54mm.

Per i colori:

  • Vallejo: gli acrilici più diffusi al mondo. Le gamme Model Color (in barattolino, opaca) e Game Color coprono ogni esigenza. Flaconi da 17ml intorno ai 3€.
  • Scale75: acrilici a base resinosa molto pigmentati, amatissimi per le carnagioni e gli effetti metallici. La gamma Scalecolor è un riferimento per i figurinisti.

La preparazione: la fase che nessuno deve saltare

Un figurino dipinto su una preparazione approssimativa avrà sempre un aspetto scadente. I passaggi obbligatori:

  1. Rimozione del flash e delle linee di stampo: con bisturi e lime si eliminano le bave di resina/metallo e le linee lasciate dallo stampo. Questa è la fase più importante e più trascurata.
  2. Lavaggio: i pezzi in resina vanno lavati con acqua tiepida e sapone neutro per rimuovere il distaccante dello stampo, altrimenti la vernice non aderisce.
  3. Assemblaggio a secco: provare l'incastro prima di incollare, stuccare le fessure con stucco (Tamiya Putty, green stuff per le giunzioni).
  4. Primer: una mano sottile di primer (Vallejo Surface Primer in flacone o spray Citadel/Tamiya) uniforma la superficie e dà aggrappo alla vernice. Bianco per colori chiari e luminosi, grigio neutro per uso generale, nero per partire da una base ombrata.
Consiglio: non sottovalutare mai le linee di stampo. Una linea visibile sulla guancia di un volto, una volta dipinta, sembrerà una cicatrice. Passa il bisturi "raschiando" perpendicolare alla linea, poi leviga con una spugnetta abrasiva fine.

Anatomia e proporzioni in scala

Dipingere bene richiede capire cosa si sta guardando. Un figurino 75mm rappresenta una persona reale ridotta: i volumi del volto, le pieghe dei tessuti, la muscolatura sono guide per la collocazione di luci e ombre. Studiare l'anatomia e l'illuminazione naturale (la luce viene dall'alto, quindi fronte, naso e zigomi sono illuminati; occhiaie, sotto il mento e le pieghe sono in ombra) è la base di ogni scelta cromatica.

La pittura a pennello: i quattro pilastri

La pittura del figurino classico si costruisce in fasi sovrapposte.

1. Stesura della base

Si applica il colore base in più mani diluite (mai coprenti al primo colpo). Acrilico diluito con acqua o medium fino a consistenza "latte", steso in passate sottili per evitare di affogare il dettaglio scolpito.

2. Le ombre

Si scuriscono i recessi (pieghe, sotto i volumi) con una versione più scura del colore base, applicata solo dove la luce non arriva. La tecnica del recess shading o dei washes (velature scure molto diluite) crea profondità.

3. Le luci

Si schiariscono le parti in rilievo con il colore base addizionato di bianco o di un tono più chiaro, applicato sui punti più esposti alla luce. Le luci finali (highlight) sono piccole e mirate.

4. Il blending

È la fusione graduale tra ombre e luci, in modo che non ci siano transizioni nette. Si ottiene con il wet blending (fondere i colori ancora umidi sul pezzo) o con le glaze (velature trasparentissime che ammorbidiscono i passaggi). È la tecnica che dà al figurino l'aspetto "dipinto" e tridimensionale.

Pennelli e colori acrilici per la pittura di miniature
Pennelli di qualità (kolinsky) e colori pigmentati sono indispensabili per il blending dei volumi.

Tecnica avanzata: Non-Metallic Metal (NMM)

Il NMM consiste nel dipingere superfici metalliche (spade, armature, gioielli) usando colori non metallici — grigi, bianchi, blu, ocra — per simulare i riflessi del metallo. Il risultato, se ben eseguito, è più espressivo e fotogenico delle vernici metallizzate vere.

Il principio: il metallo riflette l'ambiente come uno specchio, quindi ha contrasti estremi (zone quasi nere accanto a zone quasi bianche) e transizioni nette. Per un acciaio NMM si parte da un grigio medio, si spingono le ombre verso il quasi-nero nei recessi e si collocano luci bianche pure dove la lama "riflette" il cielo. Richiede di pre-visualizzare dove cadono i riflessi: è la tecnica che più mette alla prova la comprensione della luce.

Tecnica avanzata: Object Source Lighting (OSL)

L'OSL simula una fonte di luce presente nella scena: una torcia, una lama incandescente, una fiamma, un'esplosione. L'effetto consiste nel dipingere la luce che quella fonte proietterebbe sulle superfici circostanti — il volto illuminato dal basso da una candela, l'armatura tinta di verde da una sfera magica.

La regola d'oro: la luce è più intensa vicino alla fonte e si attenua con la distanza, mantenendo la stessa tinta (una fiamma proietta arancione, una luce magica blu/verde). L'OSL è spettacolare nei concorsi ma va dosato: esagerare lo rende artificiale. Si lavora con velature progressive del colore della luce, partendo dalle aree più vicine alla sorgente.

I dettagli che fanno la differenza

Gli occhi in scala

L'incubo dei principianti. In scala 54-75mm si dipinge prima il bianco (in realtà un beige sporco, mai bianco puro), poi l'iride come un piccolo punto o un arco, infine si "chiudono" gli angoli con un tono di carne scura per ridurre l'occhio alla giusta dimensione. Negli sguardi più piccoli si suggerisce solo l'ombra dell'occhio senza dipingere l'iride.

Capelli e tessuti

I capelli si dipingono seguendo le ciocche scolpite, con luci tirate lungo la direzione del pelo. I tessuti vivono di pieghe: ombre profonde nelle gole, luci sulle creste, e attenzione al materiale (il velluto assorbe la luce ed è opaco, la seta crea contrasti netti e lucidi).

Le basi tematiche

La base completa la narrazione: un terreno roccioso, un pavimento di palazzo, un campo di battaglia. Una base curata raddoppia l'impatto del figurino. Materiali tipici: stucco texturizzato, sabbia, ghiaietto, pigmenti per terra e fango, vegetazione statica. La base deve essere coerente con il soggetto e mai più appariscente del figurino stesso.

Come allenarsi su NMM e OSL

Queste due tecniche non si imparano leggendo: si conquistano con la pratica mirata. Per il NMM conviene esercitarsi prima su un soggetto semplice e dalle superfici ampie — uno scudo liscio, una grande spada — dove è facile pianificare dove cadono luci e ombre. Studiare fotografie di metallo reale (acciaio lucido, oro, bronzo) e provare a riprodurne i passaggi di tono è l'esercizio più formativo. Per l'OSL, l'ideale è partire da una fonte di luce piccola e ben definita (una candela, un cristallo luminoso) su un busto, così da concentrarsi sulla legge dell'attenuazione: massima intensità a contatto con la fonte, dissolvenza graduale verso il buio. Filmare i tutorial dei maestri e replicarli passo passo accorcia drasticamente i tempi di apprendimento.

Pittura storica vs fantasy

Le due grandi scuole condividono le tecniche ma divergono nello spirito. Il figurino storico punta al realismo documentato: colori delle uniformi accurati, materiali credibili, contrasti misurati come la fotografia. La ricerca storica è parte integrante del lavoro: capire il taglio esatto di un'uniforme napoleonica, i colori reali di un reggimento, i materiali dell'equipaggiamento. Il figurino fantasy (e i wargame) ammette contrasti più teatrali, colori saturi, effetti OSL spinti, perché racconta mondi immaginari dove la luce può fare ciò che vuole. Molti figurinisti praticano entrambe le scuole, perché le competenze acquisite nell'una arricchiscono l'altra.

Busti, scale grandi e formati

Oltre ai figurini interi, una delle categorie più amate dai pittori esperti è il busto: la riproduzione del solo torso e volto di un personaggio, tipicamente in scala 1:10 o 1:12. La scala generosa permette di concentrarsi sull'espressione del viso, sui dettagli dell'uniforme e sulle texture dei materiali, rendendolo il formato ideale per spingere al massimo le tecniche di blending e di carnagione. Marchi come Pegaso Models, Young Miniatures e Life Miniatures producono busti di altissimo livello scultoreo.

Le scale dei figurini interi vanno dai 28-35mm del wargame ai 54mm (la scala storica classica), passando per i 75mm e i 90mm da collezione, fino ai 120mm e oltre per i pezzi da esposizione pura. Più grande è la scala, più dettaglio richiede e tollera, ma anche più spietatamente evidenzia gli errori di transizione cromatica. Per questo molti consigliano di crescere progressivamente: padroneggiare il 54mm prima di affrontare un busto 1:10, dove ogni imperfezione del blending è amplificata.

I figurini in diorama e vignette

Un figurino può vivere da solo o inserirsi in una vignette (piccola scena con uno o due soggetti) o in un diorama più ampio. In questo caso entrano in gioco competenze aggiuntive: la composizione (la regola dei terzi, la direzione degli sguardi), l'interazione tra le figure e l'ambiente, la coerenza dell'illuminazione. Una vignette ben costruita racconta un momento, un'emozione, una relazione tra i personaggi, e premia chi sa unire la pittura del figurino alla narrazione scenografica.

Le carnagioni: il banco di prova del figurinista

La pelle è la superficie più difficile e più giudicata di un figurino. Una carnagione piatta tradisce immediatamente l'inesperienza, mentre una pelle ben dipinta — con i suoi sottotoni rossastri nelle zone vascolarizzate (guance, naso, orecchie, nocche), gli incarnati più chiari sulla fronte e i grigi-verdi nella barba rasata — dà vita al personaggio. Si costruisce a partire da una base media (mix di ocra, rosso e bianco), si scuriscono le ombre con tocchi di rosso e marrone (mai con il nero, che "sporca" la pelle) e si schiariscono i volumi con incarnati progressivamente più chiari. Marchi come Scale75 e Andrea Miniatures offrono set di colori dedicati alle carnagioni, con tonalità pre-bilanciate che facilitano molto il lavoro.

Dettaglio di pittura su miniatura con colori e pennello fine
Le carnagioni si costruiscono a velature: sottotoni caldi nelle zone vascolarizzate, mai nero nelle ombre.

Pennelli e attrezzatura

Il pennello è lo strumento principale del figurinista, e la sua qualità incide enormemente sul risultato. I pennelli in pelo di martora kolinsky (Winsor & Newton Series 7, Raphaël 8404, Da Vinci) sono lo standard: trattengono molta vernice, mantengono una punta perfetta e durano anni se trattati con cura. Le misure più usate sono la 0, la 1 e la 2 per le stesure, e la 3/0 o 5/0 per i dettagli fini come occhi e luci finali. Oltre ai pennelli servono una wet palette (tavolozza umida che mantiene gli acrilici fluidi a lungo, fondamentale per il blending), una buona illuminazione a luce neutra (5000-6000K) e una lente d'ingrandimento o un visore da testa per i dettagli più minuti.

Consiglio: non lavare mai un pennello kolinsky con la vernice spinta fino al tallone (la base delle setole). Carica colore solo sulla metà-punta, e a fine sessione pulisci con sapone apposito (The Masters Brush Cleaner) rimodellando la punta. Un buon pennello mal trattato dura una settimana; ben trattato dura anni.

Errori comuni dei principianti

Conoscere gli errori tipici accelera la crescita:

  • Vernice troppo densa: affoga i dettagli scolpiti. La regola d'oro è "più mani sottili" invece di una mano coprente.
  • Contrasto insufficiente: un figurino tutto sullo stesso tono appare "piatto" da lontano. In scala servono contrasti più marcati che nella realtà.
  • Saltare il primer: la vernice si stacca o non aderisce uniformemente.
  • Occhi sproporzionati: dipinti troppo grandi danno un'espressione "da cartone animato". Meglio suggerire l'occhio che esagerarlo.
  • Trascurare la base: una base sciatta sminuisce ore di pittura.

Le community di riferimento

Per crescere serve confrontarsi e farsi criticare:

  • Putty & Paint: la galleria online più prestigiosa per i figurini da collezione e i lavori da concorso. Standard altissimo.
  • CoolMiniOrNot (CMON): storica community con sistema di voto, più orientata al wargame e al fantasy.
  • Gruppi Facebook e canali YouTube dedicati (tutorial di blending, NMM, OSL) sono una miniera inesauribile.

Prezzi indicativi dei kit figurini

  • Figurino plastica/wargame (singolo): 5-15€
  • Figurino in metallo 54mm: 15-35€
  • Figurino in resina da collezione 75mm (Pegaso, Andrea): 35-80€
  • Busti in resina di alta gamma: 50-120€
  • Set base di colori dedicati (Vallejo/Scale75): 20-40€

Acrilici, oli e smalti sui figurini

Sebbene l'acrilico domini la scena, molti figurinisti di alto livello integrano gli oli e gli smalti nel loro flusso di lavoro. I colori a olio (Abteilung 502, gli stessi della pittura artistica) hanno un tempo di asciugatura lunghissimo che permette un blending morbidissimo, ideale per le carnagioni e per i panneggi ampi. La tecnica mista — base acrilica veloce, poi rifinitura a olio per le transizioni più dolci — è molto diffusa nei busti di grande scala. Gli smalti trovano spazio soprattutto nei dettagli metallici e in alcuni effetti specifici. La chiave è conoscere la compatibilità: l'olio si stende sopra l'acrilico ben asciutto senza problemi, mai il contrario senza una barriera di trasparente.

La fotografia del figurino finito

Un aspetto spesso trascurato ma decisivo, soprattutto se si vuole condividere il lavoro su gallerie come Putty & Paint, è la fotografia. Un figurino dipinto magnificamente ma fotografato male rende molto meno del suo valore reale. Servono una luce diffusa e neutra (un piccolo softbox o una luce naturale schermata), uno sfondo neutro che non distragga, un treppiede per la stabilità e una messa a fuoco accurata sul volto. La macro permette di mostrare i dettagli, ma è la luce a rivelare i volumi e le transizioni del blending. Molti giudizi nei concorsi online si basano proprio sulle foto, quindi imparare a fotografare è parte integrante del mestiere del figurinista moderno.

Conservazione e trasporto

Un figurino finito è fragile: le punte delle armi, le antenne, i dettagli sottili si rompono facilmente. Per il trasporto ai concorsi si usano valigette con inserti in spugna sagomata, e per l'esposizione domestica le immancabili teche che lo proteggono dalla polvere, nemica delle superfici opache. Fissare saldamente la base al fondo della teca evita ribaltamenti accidentali che possono vanificare mesi di lavoro.

Conclusioni

La pittura dei figurini è un viaggio senza fine: anche i maestri continuano a imparare. Inizia con un soggetto in plastica e i colori Vallejo, padroneggia i quattro pilastri (base, ombre, luci, blending) e solo dopo affronta NMM e OSL. Carica i tuoi lavori su Putty & Paint, accetta le critiche, e in un anno ti stupirai dei progressi. Il pennello, come ogni strumento d'arte, premia chi insiste.

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